Come scegliere un buon pellet: i consigli per non sbagliare acquisto


Come scegliere un buon pellet: i consigli per non sbagliare acquisto

Come scegliere un buon pellet?

Quando l'autunno bussa alla porta è segno che le giornate in cui la colonnina di mercurio è alle stelle e l'afa avvolge ogni spazio stanno per abbandonarci, lasciando il posto alle temperature più fredde.

E se durante l'estate l'alleato del benessere nel nostro ambiente e in casa è il condizionatore, con l'arrivo della stagione fredda questo libera la scena per il debutto di stufe, di termoarredo e qualsivoglia metodo di riscaldamento.

Sempre più persone però sono ormai attente al tema della sostenibilità ambientale e nel pieno rispetto di questa e delle risorse del nostro pianeta decidono di optare per l'utilizzo dei biocarburanti.

Il pellet, per esempio, è uno dei combustibili organici più in ascesa in Italia: conviene perché è economico, ecologico e aiuta a risparmiare mentre si fa del bene all'ecosistema.

Ma come scegliere un buon pellet? In questo articolo vogliamo darvi alcuni preziosi consigli per non sbagliare ed acquistare un pellet di ottima resa e qualità.

Come scegliere un buon pellet? Prima vediamo cos'è e come si produce

Prima di illustrare in che modo assicurarsi che il pellet acquistato sia di buona qualità, è bene fare il punto sull'origine di questo ormai sempre più comune combustibile a biomassa: il pellet è, infatti, un combustibile ottenuto dal legno, riciclando la segatura. 

I pezzi di legno, dopo un processo di essiccazione e pulizia, vengono compressi fino ad assumere la forma di piccoli cilindri della dimensione di circa 6-8 mm ciascuno.

Ogni cilindro di pellet è tenuto insieme da un collante naturale chiamato lignina che ne garantisce la compattezza, anche dopo la fase finale di raffreddamento.

Basta osservare come il pellet sia un combustibile del tutto organico, in grado di generare calore utilizzando una risorsa già in parte sfruttata, per capire il vantaggio del suo impiego: riciclando la segatura di alberi già abbattuti, si limita l'ulteriore sfruttamento delle nostre già provate risorse ambientali.

Ecco perché il pellet è un alleato dell'ambiente e perché la biomassa è particolarmente adatta a riscaldare le nostre case rispetto ai comuni combustibili fossili come il gas metano.

La scelta del pellet migliore: ecco a cosa prestare attenzione

Abbiamo scoperto il pellet e abbiamo deciso di dare una svolta green alla nostra casa: ecco che dobbiamo se vuoi sapere come scegliere un buon pellet. Per prima cosa dobbiamo prestare attenzione alla confezione.

La certificazione del pellet non è obbligatoria su scala nazionale, ma numerosi produttori ci tengono a certificare la qualità del loro prodotto.

Su alcune confezioni di pellet troverete la certificazione Pellet Gold, DIN Plus o EN Plus: prediligete questi, che garantiscono controlli più rigidi alla filiera e assenza di componenti chimiche o formaldeide nel prodotto.

Se si vuole acquistare il miglior pellet in commercio, bisogna affidarsi alla certificazione EN Plus1-A1 (indica la qualità migliore in assoluto). Un esempio di pellet certificato EN Plus-A1 è il pellet di abete bianco Royal Power.

Leggete l'etichetta: la categoria A1 indica il più alto livello di qualità del pellet, seguita da A2 e B (categoria prevalentemente usata a livello industriale e non domestico).

Controllate anche i valori che si riferiscono al potere calorifero del combustibile che state acquistando: generalmente si aggirano tra i 4,5 e i 5,5 kWh/kg – maggiore sarà il valore tanto migliore sarà la qualità del pellet e la sua capacità di produrre calore.

Un altro importante indicatore, sempre presente sull'etichetta, da non trascurare assolutamente è il residuo di cenere del prodotto: per essere il meno inquinante possibile è bene che sia minore all'1% (nel caso del pellet di qualità A1 il residuo di ceneri si aggira intorno allo 0,7%).

Infine, osservate l'aspetto dei cilindretti di pellet che state acquistando e la sua percentuale di umidità.

Il controllo visivo della materia prima è fondamentale: i cilindretti di pellet devono essere stati ricavati da legno vergine e presentare una forma compatta e regolare con una lunghezza che non superi i 30 mm (la misura media ideale è tuttavia di 21 mm).

Non solo la vista, ma anche l'olfatto è uno dei sensi che può rivelarsi prezioso e venirci in aiuto nello scegliere il pellet migliore: infatti, l'odore di truciolato emanato dal pellet indica una scarsa qualità. Morbido o più compresso?

Più il pellet è morbido, minore sarà la difficoltà della stufa per usarlo e per produrre calore: preferite i cilindretti più morbidi a quelli eccessivamente compressi.

E in ultimo – ma non meno importante se vuoi sapere come scegliere un buon pellet – torniamo a parlare della percentuale di umidità: l'umidità è il nemico numero uno del pellet nella sua conservazione e non solo.

Questa, infatti, non deve essere superiore al 12% e deve avere una percentuale minima dell'8%.

Un'eccessiva umidità porta a un maggiore sforzo nella combustione del pellet e pertanto ad una conseguente minore efficienza energetica.

Lascia un commento